Grazia Giannotti



Grazia Giannotti

2 G, secondogenita a pari merito con una sorella di cui era succube fino a poco tempo fa (a volere essere sinceri era l’esatto contrario, perché Giuditta sopportava in silenzio le continue molestie verbali di 2 G, fumando come una ciminiera, fino a che, un giorno, raggiunto il carico di rottura, le afferrò il dito pollice della mano destra e gli fece fare una  rotazione di ben 180°: già allora si capiva quale futuro l’aspettava e, comunque, ottenne quello che voleva, perché le molestie cessarono immediatamente!!!), nasce a Pescia nell’anno (omissis), in una famiglia composta da 5 figli, 2 genitori, 2 nonni, 3 gatti, una nidiata di criceti, un cane e un solo bagno!!!

Ancora succube della sorella (il lupo perde il pelo ma non il vizio) 2 G segue Giuditta nel suo percorso universitario presso la facoltà di matematica, ma dopo 2 anni di analisi (algebra e geometria) capisce, finalmente, che i numeri non fanno per lei e si butta su tutt’altro, ottenendo una laurea che le permetterà di esercitare la libera professione ma che, per rispetto del suo Ordine di appartenenza, non vi dirò qual é.

2 G esordisce nella scrittura creativa all’età di 15 anni, con una serie di poesie dalla leggera impronta leopardiana che, non si sa come, vengono pubblicate su una nota rivista del settore (“Confidenze”!?) poi, esaurita la vena poetica, si dedica a filastrocche, indovinelli e colmi, ottenendo un discreto successo a livello locale (talmente locale che li apprezzano solamente la sorella Giuditta e la figlia Selvaggia).

Successivamente, diventano per lei fonte di ispirazione le Terme di Montecatini dove, per intrattenere la figlia Selvaggia, sottoposta agli effluvi pestilenziali dell’aerosol, tappandosi il naso per non sentire il puzzo di uovo marcio, improvvisa una fiaba per ogni giorno di trattamento terapeutico: per fortuna ha la decenza di non proporre il suo operato a nessuna Casa Editrice e di tenerlo ben nascosto in un cassetto.

“Scampoli...” è la sua ultima creazione letteraria (“E speriamo che sia davvero l’ultima!!!” si augura vivamente il figlio Sigfrido, mentre il marito Giacomo non si pronuncia) ed è la reazione istintiva di autodifesa alla paura del coronavirus.

Category: Nuovi autori